28 Gennaio, 2015 - 19:34      19:34

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“San Basilio secondo me”: i ragazzi visitano Frequenza 200


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È uscito il sole. E sono usciti anche i ragazzi. Prima esplorazione sul territorio oggi per i ragazzi della 1E dell’Istituto Comprensivo Via Belforte del Chienti. Per “San Basilio secondo me”, il laboratorio didattico di esplorazione urbana, che porterà i ragazzi a raccontare il quartiere in cui vivono, la 1E è andata a fare una passeggiata fino a via Pergola, dove ha sede Frequenza 200, network promosso da WeWorld Onlus per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico, che a Roma opera nel quartiere di San Basilio, in collaborazione con Cemea del Mezzogiorno. Lapo Vannini, l’operatore (o professore, se preferite) che accoglie i ragazzi al centro, li conquista con il gioco: un po’ di pallone è il modo migliore per conquistare i ragazzi. Poi inizia la visita del centro, la spiegazione del lavoro di Frequenza 200, che opera come doposcuola alcuni pomeriggi della settimana, e la  spiegazione delle varie stanze: l’ampia stanza arancione, dove si fanno i compiti e la merenda, la stanza dei giochi, dove i giochi da tavolo vengono  usati ma anche costruiti, la stanza dei laboratori pratici, e quella dei computer. Il nostro videomaker Daniele Grasso, alias “Ciccio”, filma tutto.

Perché iniziare a esplorare il territorio proprio da Frequenza 200? “Perché è una realtà che lavora specificamente sulla dispersione scolastica, che è un tema molto importante in questo quartiere, dove c’è un tasso di dispersione parecchio superiore alla media nazionale” ci racconta Alessandro Liberti, operatore del Progetto Well-Fare | Tra mediazione e comunità, costruire il welfare locale. “Vorremmo iniziare il nostro percorso da questo posto, che è molto simbolico. Ma come è andata, secondo i nostri operatori, la prima uscita sul territorio dopo il lavoro in classe? “Mi sembra che sia andata molto bene, e che il fatto di uscire sul territorio, incontrare una persona come Lapo Vannini, e vedere un centro come questo, abbia attivato nei ragazzi un’attenzione differente” aggiunge Stefania Cuozzo, l’altra operatrice del Progetto. “Ovviamente è un’attenzione discontinua, non fatta da tutti nello stesso modo, ma comunque c’è stata un’attivazione più accentuata. E una curiosità, una voglia, anche nel passeggiare, di comunicarci quelli che sono i loro luoghi, quelli che vivono. Sapere che c’è un posto così, che nessuno conosceva, dietro casa, è una cosa che ha avuto un impatto forte”.

I ragazzi di “San Basilio secondo me” dovranno diventare presto dei reporter, dovranno essere curiosi, cogliere notizie, immagini, spunti. Come li hanno visti finora i nostri operatori, e come hanno intenzione di stimolarli? “Già il fatto di continuare a girare il territorio è uno stimolo di per sé” ci spiega Liberti. “E tanto più avremo stimoli da parte loro tanto più alzeremo l’asticella”. “I segnali positivi ci sono” aggiunge Daniele Grasso, alias “Ciccio”. “Intanto stamattina è uscito il sole, e penso che l’abbia fatto perché siamo usciti dalla scuola… E il fatto che i ragazzi avessero voglia di comunicarci le cose inizia a farci intravedere la strada: ci hanno detto dove abitano, dove mangiano. Li stimoleremo con l’esperienza, provando a fargli fare le cose: il primo che le farà aprirà la strada agli altri per capire come raccontarsi e come raccontare”.

A proposito di raccontare, i ragazzi hanno imparato da poco a rapportarsi con un mezzo di comunicazione nuovo, cioè la telecamera di Ciccio. Come hanno reagito? “Oggi per la prima volta se ne sono scordati” ci spiega Ciccio. “Fino a oggi ogni volta che vedevano la telecamera cambiavano. Adesso hanno iniziato ad essere naturali. E sono attratti non tanto dallo stare davanti alla telecamera, quanto dal fatto di utilizzarla”. E questo, nel contesto del lavoro che dovranno fare, è davvero una grande cosa.


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